Onechanbara Z2

 
onechanbara z2 chaos
Si tratta di action in cui due coppie di sorelle storicamente antagoniste Kagura e Saaya della dinastia Vampiric e Aya e Saki, appartenenti al clan Banefu, abbandonano le antiche rivalità per unirsi in un'inevitabile lotta contro il male. Nei primi secondi di gioco ritroviamo le ragazze esattamente dove avevano terminato il precedente capitolo (uscito per PlayStation 3), ossia a suonarsele di santa ragione, quando all'improvviso una quinta figura femminile fa irruzione nell'arena: si tratta di Evange che, come prevedibile, ha deciso di conquistare il pianeta. Le è sufficiente un fendente per sfondare il pavimento e catapultare le quattro nei sotterranei del castello dove inizia concretamente un'avventura decisamente breve: lo story mode non dovrebbe richiedere più di cinque ore per essere portato a termine. Esiste poi una modalità mission in cui ci si deve confrontare in singoli scenari in cui i nemici sono presenti in numero prestabilito: man mano che si completano le sfide se ne attivano delle altre sempre più impegnative, ma alla lunga, anche in questo caso, si allenta il mordente. Le riflessioni sulla struttura di gioco percorrono inevitabilmente i binari tracciati da Lorenzo nella sua recensione per PlayStation 4: siamo al cospetto di un titolo davvero poco profondo che sembra puntare tutto sulla procacità e sulla succintezza degli abiti delle protagoniste, costantemente riprese in inquadrature che lasciano ben poco all'immaginazione (esiste persino un DLC che sblocca una mise fatta da una banana e due fragole!), scordandosi purtroppo di concentrare l'attenzione su delle tecniche di combattimento che concettualmente potrebbero essere anche valide, ma che si perdono per strada a causa sia di un'eccessiva ripetitività degli schemi dell'intelligenza artificiale sia dalla mancanza di un tutorial che costringe il giocatore a scovare le combo in modo assolutamente casuale.
 
La sfida si concentra sull'esagerata quantità di nemici da fare letteralmente a brandelli, in una compilation di arti mutilati e corpi aperti in due, più che sulle effettive abilità degli stessi: l'obbiettivo dichiarato è quello di raggiungere la sequenza di colpi più lunga possibile, e per poterlo fare è necessario coordinare le azioni delle quattro eroine (che si possono alternare in tempo reale durante la battaglia) realizzando combinazioni tanto spettacolari quanto difficili da ottenere. Oltre agli attacchi standard, specifici per ogni sorella, ci sono degli stati di "berserk" che si possono ottenere sconfiggendo un gran numero di nemici e che aumentano la velocità della giocatrice; in questa modalità però si consuma dell'energia vitale che, una volta terminata, metterà fuori gioco la ragazza per il resto del livello, costringendo ad utilizzare le superstiti. Ci sono poi le cosiddette Ultimate Combination che si possono ottenere soltanto cambiando il personaggio durante una combo e che permettono di sprigionare degli attacchi davvero potenti. Per il resto c'è davvero poca altra carne al fuoco: i livelli sono veramente tristi e piccoli, con un basso livello di interazione e concettualmente ripetitivi. In compenso gli sviluppatori hanno speso diverse ore nella personalizzazione degli outfit e delle acconciature delle ragazze, che si rendono disponibili man mano che si migliorano le proprie statistiche. Vale la pena però spendere qualche parola per la realizzazione tecnica che non solo non è stata oggetto di restyling rispetto a quella vista sulla console Sony nel 2015, ma è addirittura afflitta da alcuni bug che penalizzano ulteriormente il ritorno di Tamsoft su computer (la prima apparizione è datata nientemeno che 1996 con Battle Arena Toshinden). Parlando di grafica purtroppo dobbiamo constatare che il bassissimo livello di poligoni e la scarsa qualità delle texture, per quanto mascherati dalla velocità dell'azione, rendono difficilmente digeribile il titolo a chiunque non si accontenti delle provocanti silhouette femminili delle protagoniste, gli unici soggetti su cui si è stata riposta un po' più di cura, soprattutto considerando il palato tendenzialmente più raffinato dei giocatori Windows. Attendersi una rivisitazione dell'engine era forse troppo ottimistico, anche se assolutamente legittimo considerando il prezzo elevato a cui viene proposto Onechanbara: era però d'obbligo porre un minimo d'attenzione su alcuni aspetti tecnici che purtroppo rovinano la già striminzita esperienza di gioco. Oltre a qualche altro difetto corretto nei primi giorni, ad oggi l'action giapponese soffre ancora del mancato supporto ai monitor con frequenze di refresh elevate: pertanto, non potendo disabilitare il V-Sync, se proverete a giocare su uno schermo a 120 o meglio ancora a 144 Hz potrete finalmente dare ragione a chi sostiene che i videogiochi causino l'epilessia. Di ben altro spessore la colonna sonora, tipicamente nipponica, unico tocco positivo in un quadro altrimenti triste, così come triste è la localizzazione in inglese con delle voci poco calate nella parte di guerriere sexy.
 
fonte: multiplayer.it
 
 
 
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 Requisiti minimi di sistema
 
Multigiocatore MULTIGIOCATORE: Non disponibile
Lingua SUPPORTO LINGUE: Inglese/Giapponese
Sistema Operativo SISTEMI OPERATIVI: Windows 7 o superiori
Processore PROCESSORE: Intel Core i3-4130 o AMD FX-4170 Quad-Core
Memoria RAM MEMORIA RAM: 6 GB di memoria necessari
Spazio su disco SPAZIO SU DISCO: 10 GB di spazio disponibile
Scheda grafica GRAFICA: NVIDIA GeForce GTX 650 o RADEON R7 370 con 1 GB di VRAM richiesti
DirectX DIRECTX: Compatibile con DirectX 11.0
Periferiche PERIFERICHE: Tastiera, mouse e joypad compatibili con Windows
 
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