Satellite Reign

 
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I piani perfetti esistono solo nei film. Nella realtà, una pattuglia cambia il percorso all'ultimo minuto, una guardia si volta quando meno ce lo aspettiamo, il silenziatore del fucile da cecchino lo abbiamo dimenticato a casa e la porta blindata ha un sistema di sicurezza aggiuntivo che non avevamo previsto. Sarebbe stato meglio spendere qualche credito in più per ottenere informazioni extra, ma ormai è troppo tardi. Il cyborg di supporto è troppo lontano per fare uno scanner dell'area e siamo costretti a muovere in fretta l'hacker per trovare quel dannato dispositivo, prima che le guardie trovino noi. Troppo lenti, siamo stati scoperti. In un secondo tutta la base è un concerto di sirene e proiettili. Ci ritiriamo, l'hacker muore. Missione fallita? Neanche per sogno. Un nuovo corpo clonato sostituisce quello vecchio e il nostro cyborg è di nuovo in pista. Il processo gli ha tolto un po' di punti esperienza, ma ora sappiamo cosa dobbiamo fare: prepararci meglio e comprare un nuovo equipaggiamento. Poi tornare e finire il lavoro lasciato in sospeso. Magari armati di lanciarazzi. Perché la nostra corporazione lavora giorno e notte. E soprattutto non si arrende mai. Questo è lo spirito di Satellite Reign, erede del classico Syndicate, dal quale prende gli aspetti migliori per poi costruirsi una propria identità. C'è un po' di Commando, XCOM e Shadowrun in questo gioco, e una volta tanto, il nuovo è meglio del vecchio.
 
Lo scopo del gioco è ancora fare crescere la corporazione criminale di cui facciamo parte, ma il piano adesso è più concreto. Abbiamo una gigantesca città da dominare e non ci fermeremo finché non l'avremo tutta sotto il nostro controllo. I quattro quartieri che compongono l'area metropolitana sono immensi e magnifici da vedere. Per accedere da uno all'altro bisogna ottenere l'accesso ai rispettivi checkpoint, ma non c'è una rigida progressione di gioco, come vedremo più avanti. Il primo impatto con Downtown è spiazzante, non si sa dove guardare. Schermi pubblicitari coprono le facciate degli edifici, freddi alberi al neon illuminano piazze invase dalle bancarelle ai piedi di altissimi grattacieli corporativi. Ovunque brillano luci fluorescenti e una pioggerella leggera cade senza sosta dal cielo invisibile. Si può fare lo zoom e osservare la qualità dei dettagli, sorprendenti in un gioco così vasto. La struttura della città è complicatissima, piena di condotti, passaggi secondari e ponti. Inoltre è costantemente sorvegliata da telecamere, cani meccanici, guardie armate e torrette da combattimento. Vicoli bui sono il rifugio di senzatetto radunati intorno a un fuoco, mentre grovigli di scale si arrampicano intorno a edifici che sembrano mettersi i piedi in testa gli uni con gli altri per emergere dal marasma cittadino. Se la crescita caotica e incontrollata è una costante in ogni area della città, i singoli quartieri hanno però uno spirito proprio. Downtown è il classico crocevia cyberpunk dove i disperati si incontrano ai margini della vita mondana, il quartiere industriale, dove domina il giallo, è invece una zona di carico e scarico, mentre la griglia ospita molti complessi di lusso. Ovunque però sorgono le grandi corporazioni, con i loro segreti industriali difesi da plotoni di guardie e robot. Quelle corporazioni sono il nostro nemico. Dobbiamo batterle in ricerca, rubare i crediti dai loro caveau e schiacciarle sotto il nostro tallone di titanio. C'è posto per un solo re in questa città. E pazienza se ci vanno di mezzo i civili. Con loro d'altronde non parliamo mai. Sono solo carne da esaminare con lo scanner in cerca di nuovi corpi da clonare, scienziati da corrompere o informatori da pagare. Finché sono utili vanno bene. Alla nostra squadra di cyborg non interessa fare shopping o spendere crediti negli strip club. Non ci sono interni da esplorare o storie da scoprire come in Shadowrun. L'azione si svolge all'aperto, dentro le mura protette della Ronin, sotto lo sguardo delle telecamere della banca, dietro le porte corazzate della Dracogenics. Quando un agente entra in un edificio per rubare qualcosa, non vediamo cosa accade all'interno. Ma dopo qualche secondo lo vediamo uscire insieme a una scritta che stampa un sorriso malefico sul nostro volto. Abbiamo quello per cui siamo venuti. Ora dobbiamo solo uscire vivi.
 
fonte: multiplayer.it
 
 
 
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 Requisiti minimi di sistema
 
Multigiocatore MULTIGIOCATORE: Disponibile
Lingua SUPPORTO LINGUE: Multilingua
Sistema Operativo SISTEMI OPERATIVI: Windows 7 o superiori
Processore PROCESSORE: Intel Dual Core @ 2.4 GHz o AMD equivalente
Memoria RAM MEMORIA RAM: 3 GB di memoria necessari
Spazio su disco SPAZIO SU DISCO: 2 GB di spazio disponibile
Scheda grafica GRAFICA: 1 GB di memoria video dedicata
DirectX DIRECTX: Compatibile con DirectX 9.0c
Periferiche PERIFERICHE: Tastiera e mouse compatibili con Windows
 
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