Rilasciata la demo di Tomb Raider the Dagger of Xian

tomb raider the dagger of xian

TOMB RAIDER THE DAGGER OF XIAN

 
 
Cominciamo subito con un dettaglio essenziale: The Dagger of Xian non è un remake fedele. Gli sviluppatori si sono presi molte libertà, hanno aggiunto zone, oggetti e modificato i controlli e le abilità di Lara. Tutto ciò non è necessariamente un male, poiché il gioco del 1997 (e ve lo diciamo dopo una recente "riesumazione") soffre moltissimo i vent'anni sul groppone. Tomb Raider II è semplicemente un titolo d'altri tempi, con sezioni platform tediose per colpa di un sistema di controllo obsoleto e una telecamera ingestibile.
 
Il fan remake prende l'anima e il plot dell'originale, inserendoli in un'ambientazione più sgargiante e ricca di dettagli. Lara è molto simile alla versione presente nella seconda serie: porta sempre la classica coda di cavallo, la canotta blu, i pantaloncini cortissimi e un paio di fondine stette intorno alle sue cosce. Il sistema di controllo, infine, è stato totalmente rivisto e migliorato. Sono stati tagliati i salti direzionali (con tanto di animazioni fantastiche, per l'epoca) in favore di un movimento più fluido a trecentosessanta gradi. La capriola può essere usata anche per schivare, ci si può abbassare ed è possibile sferrare calci. Insomma, tutta un'altra cosa.
 
Magari qualcuno potrebbe rimanere deluso, eppure dopo aver terminato la demo noi abbiamo una certezza: ne vogliamo di più. Basta dare un'occhiata alla zona iniziale, quella caverna spoglia nella versione di vent'anni fa, che ora è diventata una grotta intricata, ricoperta da vegetazione e ricca di salti e sequenze platform più elaborate (ma meno impegnative). Oppure spingere lo sguardo oltre i confini dell'orizzonte, ammirando lo sconfinato panorama rigoglioso che circonda l'imponente muraglia cinese. Grazie all'Unreal Engine 4 i luoghi esotici di Tomb Raider II risplendono e si appropriano di nuova linfa vitale, rinascendo in forma differente ma decisamente più affascinante. Tanta è l'abilità dei ragazzi dietro questo fan remake, che a tratti la beltà visiva ha quasi raggiunto quella dei più recenti titoli di Crystal Dynamics, ed è tutto dire. Grazie ai benefici della modernità, inoltre, The Dagger of Xian riesce ad inscenare sequenze scriptate più spettacolari, e persino enigmi inediti, aggiunti di sana pianta oppure modificati profondamente rispetto al passato. Oltre a medikit e flare distribuiti in quantità più generosa, negli ambienti possono anche essere reperite delle note che ci raccontano storie non presenti nel titolo di Core Design.
 
Se dovessimo fare un appunto a questa sorprendente opera di ricostruzione e di ammodernamento, lo faremmo alle sezioni di arrampicata, un po' troppo lunghe e non eccessivamente avvincenti. Inoltre l'apprezzabile scelta di non segnalare la strada da percorrere con della vernice bianca porta con sé dei problemi di leggibilità: non sempre sarà chiaro, infatti, quali zone saranno percorribili e quali no (anche se un occhio attento potrà scorgere degli indizi): dovremo presto abituarci, quindi, ad una sinfonia di urla di dolore e alla vista del corpo esanime di Lara.
 
 
 
 
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fonte dell'articolo: everyeye.it
 
 
Anteprima del gioco